| COME
NASCE IL VINO
Il vino nasce da un processo di modificazione della struttura
e dei componenti dell’uva.
E proprio nell’uva vanno ricercate le caratteristiche
che poi ritroveremo nel vino, perché molto spesso alcuni
connotati tipici restano, nel prodotto finale.
Alcuni aromi soprattutto per i vitigni cosiddetti aromatici,
sono nettamente riconoscibili sia nel vino che nel grappolo
di uva che lo ha originato.
Una buona coltivazione, la sanità dei grappoli, oltre
ad una buona dose di assistenza da parte delle condizioni meteorologiche,
sono la base indispensabile per la nascita di un vino convincente.
La quantità di zuccheri contenuta negli acini è
la base indispensabile per la struttura del vino.
Il processo di fermentazione si svolge attraverso la trasformazione
dello zucchero in alcol.
L’uva viene raccolta e portata alla pigiatura; la rottura
degli acini libera i lieviti (presenti soprattutto nelle bucce)
che entrano in contatto con il succo e danno il via alla fermentazione.
Esistono due soluzioni, la vinificazione in bianco e in rosso.
La prima consiste nel separare immediatamente dopo la pigiatura
il mosto dalle bucce e dai vinaccioli, le parti solide, per
impedire che queste svolgano un’azione colorante e di
cessione di sostanze: questo permette di ottenere un vino bianco
anche partendo da uve a frutto nero (tipico il caso di spumanti
realizzati con uve Pinot nero).
Nella vinificazione in rosso si lascia che il mosto e le parti
solide restino in contatto durante il processo di fermentazione.
L’elemento primario prodotto dal processo fermentativo
è l’alcol etilico, dato dalla trasformazione degli
zuccheri aggrediti dai lieviti.
Il prodotto finale risulta inoltre da altri complessi fenomeni
biologici, chimici e fisico-chimici, e presenta, oltre all’alcol
anche altri importanti costituenti quali l’acqua, la glicerina,
altri alcoli superiori, piccole quantità di amminoacidi
e di proteine, nonché di glucosio e di fruttosio, alcuni
acidi organici., tannini, pochi grammi per litro di sostanze
minerali, ecc.
In totale si calcola che il vino sia una soluzione idrocalorica
complessa.
Una volta avvenuta la fermentazione, si effettuano i travasi
che permettono un primo illimpidimento del vino, portandolo
quindi alla fase della maturazione, che avviene in grandi recipienti
(per alcuni vini si scelgono piccole botti).
Qui avviene la fase di evoluzione e di ammorbidimento del prodotto,
che procede attraverso un controllato scambio di ossigeno attraverso
le fibre del legno e che lo porta al momento dell’imbottigliamento.
Se il vino ha caratteristiche e struttura buone, può
soltanto migliorare, perché la pausa in bottiglia serve
a completare quanto è avvenuto fino a questo momento
in termini di profumi, di morbidezza, in una parola di completezza.
Un vino bianco ha vita abbastanza breve e dopo pochi mesi di
bottiglia è già in piena forma per allietare la
tavola - fatta eccezione per alcuni particolarissimi bianchi
da affinamento - mentre per i rossi il ventaglio delle possibilità
è infinitamente più ampio, andando da vini di
pronta beva a prodotti di lungo affinamento, che solo dopo quattro,
cinque anni iniziano a dare il meglio di sé.
I vini novelli sono un discorso a parte, vengono vinificati
con un procedimento particolare, detto macerazione carbonica,
che permette loro di essere pronti a pochi mesi dalla vendemmia
con particolari caratteristiche di fruttato, profumo e freschezza,
favorendone l’accostamento anche a chi non è intenditore.
Sono molto numerosi gli elementi che compongono il mondo del
vino: l’equilibrio e il giusto dosaggio di tutti questi
conferiscono armonia e sensazioni equilibrate. Al contrario,
l’eccesso di acidità, l’eccesso di contatto
con l’ossigeno (il processo che viene chiamato maderizzazione);
la carenza di alcolicità, la percentuale esagerata di
tannini che danno un gusto astringente ed allappante, la carenza
di profumi, sia in intensità che nella durata, nella
persistenza, sono spie che qualche cosa non ha funzionato o
nella materia prima di partenza o nelle operazioni tecniche
di vinificazione.
Questo richiamo alla tecnica non deve spaventare, dato che non
si tratta di pratiche che “violentano” o snaturano
il vino.
L’evoluzione ha permesso di mettere a punto tecniche di
controllo della fermentazione, di chiarificazione e stabilizzazione
dei vini dei quali oggi è indispensabile tenere conto.
Nei processi di lavorazione è necessario, in cantina,
l’osservazione dei principi di igiene per la salvaguardia
dei prodotti puntando sempre alla genuinità. |